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E il Dottor Živago non berrà più Vodka..

Iniziamo ad abituarci all'idea dei Russi senza la loro mitica vodka...Si perchè gli ultimi segnali dall'est, ci raccontano di una costante crescita del consumo di vino, e molto spesso si tratta proprio di quello italiano.
L'export di bottiglie italiane in Russia nel 2008, è cresciuto di oltre il 30%. Ciò fa ben sperare soprattutto se si riveleranno giusti i pronostici della Wine Intelligence, l'agenzia di ricerca che si dedica all'analisi del trend del consumatore, che prevede entro il 2010 addirittura il raddoppio dei bevitori abituali di vino in Russia.
Basterà a questo punto che i nostri produttori sappiano muoversi in questo nuovo mercato così dinamico e con enormi potenzialità di crescita.

L'alcol e le ossa


Già ricerche precedenti avevano affermato che qualche sorso di alcol aiuta a mantenere la densità ossea, prevenendo così l’insorgere dell’osteoporosi. Adesso una nuova ricerca condotta dalla Tufts University di Boston, ha accertato che un bicchiere di vino o una bottiglia di birra al giorno mantengono in forze il nostro scheletro.
Attenzione però: inebriatevi con moderazione perché, come sempre, il consumo elevato di alcol avrebbe l’effetto opposto!

Un bicchiere di vino contro l'Esofago di Barret


L’esofago di Barret è una malattia subdola i cui sintomi sono gli stessi del reflusso gastroesofageo: bruciore di stomaco e rigurgito. In qualche caso non é presente alcun sintomo.
La presenza nell'esofago di cellule modificate che hanno caratteristiche diverse da quelle normali è considerata una condizione precancerosa. L'Esofago di Barrett può quindi aumentare la probabilità di una persona di sviluppare un cancro all'esofago.
Un nuovo studio americano ha stabilito che bere un bicchiere di vino al giorno può ridurre il rischio di esofago di Barrett del 56% . Questi vantaggi deriverebbero dalla presenza nell’elisir di Bacco degli antiossidanti che neutralizzano i danni causati dal reflusso gastroesofageo. Ovviamente parliamo di alcol assunto durante i pasti e non lontano da questi.

Io il vino lo faccio da me.


Durante la crisi economica niente di meglio che investire nell’elisir di Bacco. Questo il suggerimento di Coldiretti che aveva sottolineato come le società quotate in borsa che operano nel settore vino siano sempre in costante crescita e moltissimi vip ci hanno creduto cedendo così al fascino della produzione di vino fai da te.
A seguire Albano Carrisi ci si son messi Massimo D’Alema, i coniugi Celentano, Ron, Dalla, diversi campioni dello sport del calibro di Paolo Rossi, Iarno Trulli, oltre ai guru della moda Missoni, Cavalli, Renzo Rosso.
E a noi miseri comuni mortali cosa ci resta da fare? Non preoccupatevi cari lettori, le aziende agricole nostrane hanno pensato anche a noi: a prezzi modici ci consentono di affittare dei piccoli appezzamenti per produrre del vino che rispetta i nostri gusti personali e che può essere etichettato come meglio ci piace. Così per una volta anche noi potremo sentirci dei quasi VIP.

Vino al Campidoglio.

Cultura ed Economia del Vino” questo il titolo dell’incontro che si terrà martedì 24 febbraio alle ore 17.00 presso la Sala Protomoteca del Campidoglio. La tavola rotonda avrà il compito di approfondire tutti quei temi legati al settore vinicolo come canale divulgativo della cultura del territorio e a presentare l’edizione 2009 del Monte Carlo Wine Festival che si terrà i primi di marzo nel principato monegasco. Vi prenderanno parte fra gli altri il del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Presidente dell’ENIT Matteo Marzotto. Speriamo in un incontro fruttifero!

In scena a Rimini "Pianeta Birra Beverage and Co."


Dal 14 al 17 febbraio 2009 nei padiglioni di Rimini Fiera avrà luogo “Pianeta Birra Beverage & Co.”, Esposizione Internazionale di Birre e Bevande, Snack, Attrezzature e Arredamenti per Pub e Pizzerie.
La cerimonia inaugurale vedrà la partecipazione del Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia.
Si tratta del più grande evento espositivo europeo dedicato al beverage e si svolge in contemporanea con “MIA” , mostra internazionale dell'Alimentazione, “MSE”, salone internazionale delle tecnologie e dei prodotti della pesca per il Mediterraneo e “Oro Giallo”, esposizione dedicata all'Olio Extravergine di Oliva.Protagoniste assoluta la birra tuttavia ci sarà spazio anche per anteprime presentate da grandi aziende come per esempio Coca Cola.
In questa edizione sono state ampliate le aree dedicate al vino con un evento, «DiVino Lounge- wine, food and more». Sono state infatti previste tre aree: wine, con degustazioni guidate in collaborazione con AIS, Associazione Italiana Sommelier e Worldwide Sommelier; food, con carta dei vini a cura dell'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna e delle acque in abbinamento a cibi gourmet; business, che prevede meeting con buyer esteri ed italiani. Infine tavole rotonde, degustazioni varie, abbinamenti a cibi, business e postazioni internet per vendite on line. Un appuntamento da non perdere, soprattutto per gli operatori del settore.

il consumo di vino scende?Arriva il sacchetto per il "Take Away"


Visto il limitato quantitativo di alcool che per legge è possibile consumare se poi ci si deve mettere alla guida di un auto, nei ristoranti cala sempre di più il consumo di vino. Da qui la proposta di numerosi ristoranti e produttori di vino che sempre più spesso e sempre in più posti propongono il sacchetto cartonato che permette al cliente di portare via la o le bottiglie di vino ordinate e che non sono state consumate del tutto. Sia chiaro, anche prima era possibile chiedere di portare via la bottiglia (difficilmente il ristoratore si sarebbe opposto) ma in Italia questo tipo di consuetudine tarda ad affermarsi, probabilmente perchè timidezza, imbarazzo impediscono al cliente di porre una domanda che è invece assolutamente legittima. Negli stati Uniti, ma anche in altri Paesi è assolutamente normale portare via anche il cibo che non si è consumato e sono proprio gli stessi ristoratori che sistemano ciò che è avanzato nei vari sacchetti “take away”. Bella abitudine vero? Fra i nostri produttori, l’Azienda Cantolio da tempo realizza questi particolari sacchetti cartonati che sono a disposizione dei gestori dei ristoranti che servono i loro vini.
Un’idea interessante sarebbe quella di diffondere l’abitudine del vino al bicchiere o meglio ancora la mezza bottiglia la cui produzione sembra non decollare in Italia. In definitiva il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti voi è quello di mettere da parte l’imbarazzo e chiedere ciò che è nel vostro più assoluto diritto, del resto ciò che porterete via l’avete pagato!

Il vino buono fa buon sangue


Ma sarà poi vero che il vino buono fa buon sangue? Alcune ricerche scientifiche supportano questo vecchio adagio asserendo che coloro i quali fanno un consumo moderato di vino presentano nel sangue una maggiore quantità di omega 3, toccasana contro le malattie cardiache. Aggiungiamo che il vino rosso possiede spiccate proprietà antinfiammatorie e antivirali, al punto che alcuni studiosi tedeschi hanno sviluppato addirittura un vino da vendere in farmacia ed il famoso detto sarà più che confermato. Tutti questi effetti benefici dell’elisir di Bacco sono, tuttavia, reali solo con un moderato consumo dello stesso, riconducibile in media a circa un grammo di alcool per ogni kg di peso corporeo. Dosi e modalità variano però in base all’età, al sesso e soprattutto alla più personale tolleranza del singolo individuo.
Con moderazione quindi concediamoci il piacere di accompagnare i nostri pasti con il vino, soprattutto il nostro rosso italiano, in assoluto il più ricco di polifenoli al mondo.

Dalla Spagna un software per stimare le annate del vino.


Fonte: mytech.it

Un programma testato con successo in Spagna promette di individuare le coltivazioni viticole e di stimarne la produzione potenziale a partire da semplici immagini satellitari..
Tranquilli, il mestiere dei sommelier non è in pericolo, il vino resta ancora (e fortunatamente) una faccenda per palati fini; la tecnologia però potrebbe aiutare tutta l’industria enologica a fare qualcosa che finora è sempre stato demandato a dispendiose misurazioni in situ: la definizione delle aree coltivate e, dunque, la stima a priori della produzione.
Un team di ricercatori delle Università di León e di Santiago de Compostela sta infatti lavorando sullo sviluppo di un programma in grado di individuare le coltivazioni viticole sulla base di semplici immagini satellitari. Lo studio, effettuato nell’area di León El Bierzo, si basa sull’analisi computerizzata delle immagini digitali, che - una volta giunte a Terra - vengono analizzate pixel per pixel e sottoposte a potenti algoritmi di elaborazione per valutare la cosiddetta firma spettrale, ovvero la risposta in termini di banda elettromagnetica fornita dalle differenti aree presenti nelle foto.

Cioccolata, tè e vino per una mente brillante


Uno studio condotto ad Oslo e successivamente pubblicato sul Journal of Nutrition, ha rivelato che, tè, cioccolato e vino, assunti nella terza età, danno un contributo veramente rilevante per una mente più brillante e pronta. Sono stati studiati i risultati di alcuni test effettuati da un campione di 2031 anziani fra i 70 e i 74 anni e per coloro i quali consumavano quotidianamente cioccolata, tè o vino i punteggi nei test cognitivi erano migliori, soprattutto i partecipanti che assumevano tutte e tre le sostanze. Attenzione però: niente bevute straordinarie e abbuffate di cioccolato; mentre per il tè i risultati miglioravano con l'aumentare della dose assunta, sono sufficienti solo 10 grammi di cioccolato al giorno e 75-100 ml di vino...Purtroppo!

Il ritorno del Moscatello di Taggia


Tratto da il Secolo XIX


ORA è ufficiale: il Moscatello di Taggia, forse il più antico e celebre vino dell’estremo Ponente ligure, sta per tornare sulle nostre tavole. Ed è un ritorno in grande stile, al quale alcuni “illuminati” vitivinicoltori locali lavorano da cinque anni, con il patrocinio della Regione Liguria, che ha inserito il progetto nel Programma Regionale “Sviluppo e Qualità della Viticoltura Ligure”, e con la collaborazione dell’Università di Torino, rappresentata dall’enologo Vincenzo Gerbi e dall’ampelografa Anna Schnaider.
Un momento storico, dunque, per la Riviera, che recupera così non solo una parte importante della propria tradizione enogastronomia, ma anche una risorsa economica ed un aspetto quasi perduto della propria identità culturale. Fin dal XIV secolo, infatti, il territorio della Podesteria di Taggia, che comprendeva anche Bussana, Arma e Riva, si specializzò nella produzione del Moscatello, ottenuto da un vitigno autoctono di origine incerta (risalirebbe addirittura alla colonizzazione greco-marsigliese del IV-III secolo a.C.), che ben si adattava al terreno ricco di arenarie e calcari marnosi tipico della zona. Questo vino dal caratteristico colore giallo paglierino, molto dolce con appena una punta di amarognolo, frizzante e profumato, fece rapidamente il giro di mezza Europa, approdando persino sulle tavole della corte papale. La richiesta era tale che, già nel 1405, la coltivazione del Moscatello si era estesa da Ventimiglia alla Val Bormida. Il commercio del vino si pose in breve tempo alla base dell’economia locale, in particolare di quella di Taggia, che visse un periodo di straordinaria prosperità. Quando, nei secoli successivi, la coltura dell’olivo in Liguria andò lentamente soppiantando quella della vite ed i vini francesi conquistarono le mode ed i gusti dell’epoca, il Moscatello di Taggia continuò comunque ad essere richiesto ed apprezzato. Fu solo con la fine dell’Ottocento che l’arretratezza della tecnica vinificatoria e l’attacco congiunto di insetti e malattie segnarono fatalmente il destino dello storico vitigno. Tutto era perduto, o quasi: solo qualche sporadica piantina sopravviveva...
E così arriviamo ai giorni nostri. Nel 2002 la Atene Edizioni di Arma di Taggia, che copre un settore dell’editoria di nicchia, pubblica il libro “L’Ambrosia degli Dei. Il moscatello di Taggia alle radici della vitivinicoltura ligure”, in cui l’autore Alessandro Carassale ricostruisce le vicende di questo vino, descrivendone anche l’aspetto tecnico della produzione e le caratteristiche enologiche. Il testo attira subito l’attenzione delle istituzioni e di alcuni viticoltori locali: tra questi c’è Eros Mammoliti che, insieme a due aziende agricole di Ceriana, Barucchi e Rodi, decide di avviare un progetto di ricerca e riscoperta dell’antico vitigno. Dopo un preliminare studio di osservazione e catalogazione delle rare piante di Moscatello ancora esistenti, che ha permesso di identificare i ceppi utili per la sperimentazione, si è passati alla valutazione del mosto e del vino ottenuto. Il rigido protocollo sulla raccolta e sul processo di produzione, applicato presso la cantina dello stesso Mammoliti con la consulenza dell’enologo Lorenzo Tablino, ha dato subito esiti molto incoraggianti, supportati poi dalle analisi che hanno confermato la validità enologica del prodotto.
I risultati di questa “avventura” saranno esposti domani, alle ore 17, presso l’ipermercato Leclerc di Arma di Taggia, nel corso del convegno sui vini e i vitigni liguri organizzato dalla Atene Edizioni, in occasione della presentazione del nuovo libro di A. Carassale, A. Giacobbe e M. Feola, “Atlante dei vitigni del Ponente ligure”. All’evento interverranno anche il delegato provinciale dell’Associazione italiana sommelier Mario Bensa e lo chef Marcello Panizzi, oltre all’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Cassini e al presidente della Provincia Gianni Giuliano.

E' tempo di vino senza anidre solforosa


Un vino senza anidride solforosa
Tratto da La Repubblica





Sperimentazione
TROVARE delle alternative valide, sia dal punto di vista della qualità sia da quello commerciale, all'uso dell'anidride solforosa (S02) nella produzione del vino: questo l'obiettivo del progetto di ricerca europeo WineSulfree, sostenuto da Eureka (rete pan-europea per lo sviluppo della ricerca), coordinato dall'impresa Dao Sul e realizzato da ricercatori portoghesi, spagnoli e svizzeri. L'anidride solforosa è uno dei più comuni conservanti utilizzati nell'industria alimentare e nelle bevande; in enologia è utilizzata per le sue fondamentali azioni antiossidanti, conservanti e antisettiche, indispensabili per la salute, la stabilità e la qualità del vino. Ma il suo impiego, rigidamente limitato dalle norme europee, può provocare reazioni allergiche ai consumatori sensibili ai solfiti, che possono lamentare mal di testa, febbre da fieno e orticaria. Per questo, il gruppo di ricerca sperimenterà l'uso di sostituti, come il chitosano (zucchero derivato dalla chitina) o i sesquiterpenoidi (composti antiossidanti della buccia dell'uva), e l'impiego di tecniche alternative, come il trattamento del vino con alta pressione. "Ci auguriamo di sviluppare trattamenti efficaci e commercialmente fattibili, che permettano la produzione di vini con bassi quantitativi o persino senza anidride solforosa", hanno detto i ricercatori.

"Vino e giovani": bere con responsabilità

Fonte: IlTempo.it

Zaia lancia ai giovani i «drink responsabili»

È «Art de Vivre» lo slogan che caratterizza la terza edizione di «Vino e Giovani» 2008-2009, presentato al ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali. L'obiettivo è sensibilizzare con spettacoli, gare e degustazioni le nuove generazioni ad un consumo responsabile di uno dei simboli del made in Italy. Si tratta di un progetto speciale realizzato da Mipaaf ed Enoteca Italiana di Siena, in collaborazione con le Regioni e l'Università di Siena, il cui debutto è previsto a Siena il 15 novembre con la partecipazione di Gianna Nannini. «Siamo sempre stati dalla parte di chi promuove il consumo responsabile di vino di qualità», ha detto il ministro Luca Zaia, intervenuto all'incontro, ricordando che «l'Italia è la culla del vino, leader mondiale con 50 milioni di ettolitri». Il ministro ha anche ricordato il calo dei consumi che si è verificato negli ultimi 50 anni, da 100 litri a testa a 50, sottolineando l'importanza di campagne che aiutino a diffondere la consapevolezza di un consumo di vino moderato e di qualità. Secondo il presidente di Enoteca Italiana, Claudio Galletti, si tratta di «un progetto di educazione, in cui occorre comunicare il sapere bere, sia come valore culturale che economico, in modo da poter considerare il vino un piacere e non un problema».

VINO: CIA, UN FERMO "NO" ALL'IPOTESI "DE-ALCOLIZZAZIONE"

Un'ipotesi che va respinta senza mezzi termini. In questo modo si penalizza la qualita' e la tipicita' del prodotto. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla proposta -sostenuta in particolare da Francia e Spagna- del vino parzialmente "de-alcolizzato".
  Alla vigilia dell' incontro della filiera vitivinicola italiana, che si svolgera' domani al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, la Cia mette in evidenza i rischi derivanti dall'immissione in commercio di questo vino.
  Siamo, infatti, in presenza di una pratica di cantina, finora vietata, volta a sottrarre, con tecniche industriali, dal vino una parte dell'alcol prodotto naturalmente dalla fermentazione.
  Pratiche enologiche per le quali, peraltro, non sono ancora state definite specifiche tecniche dall'Organizzazione internazionale del vino (Oiv) per una corretta applicazione. Il problema non e' costituito dalla semplice sottrazione di alcol da un prodotto naturale finito come il vino, ma anche dal fatto -rileva la Cia- che l'apparecchiatura "una colonna a coni rotanti", oltre ad allontanare l'alcol, porta con se, la possibilita' di alterare il quadro aromatico e non solo del prodotto, generando un vero e proprio sottoprodotto che ci allontana dall'idea della qualita' e della tipicita', del legame con il territorio. La Cia ribadisce che i vitivinicoltori italiani non sono contrari alle innovazioni anche in campo enologico; ma chiedono il rispetto dei valori associati al vino, prodotto principe del "made in Italy" agroalimentare. Valori che non si possono alterare con semplici manipolazioni. E' poi evidente -sostiene la Cia- l'opportunita' di non superare alcuni limiti, altrimenti si rischia di arrivare in breve tempo ad un "vino alcol free", sui cui imbastire messaggi di comunicazione, che potrebbero recare danni di immagine al vino come prodotto tradizionale, fatto di tecniche naturali di vinificazione e di maturazione dei mosti.
  Un prodotto che, d'altra parte, trova un ampio riscontro da parte dei consumatori. Il vino -afferma la Cia- non e' una bevanda frutto di un brevetto riproducibile dalla combinazione di ingredienti in modo industriale, ma e' e resta il punto di arrivo di un percorso di maturazione, ricco di tradizioni, di cultura e di saperi che danno valore al territorio ed alle collettivita' che lo vivono. La Cia auspica, quindi, un forte impegno dell'Italia, che insieme alla Grecia si oppone alla "de-alcolizzazione" del vino, per tutelare i produttori ed evitare che vengano introdotte tecniche che rischiano di dare un pesante colpo alla qualita' di un prodotto, quello italiano, apprezzato in tutto il mondo.



ARTE E VINO ancora una volta si fondono dando vita ad una nuova opportunità

ARTE E VINO ancora una volta si fondono dando vita ad una nuova opportunità per i giovani creativi: partecipare ad un concorso, vincere un premio in denaro, vedere la propria opera riprodotta sull’etichetta di un rosso prestigioso. Si è aperta la quinta edizione del concorso «Vigna degli Artisti, un vino per l’arte», legato alla creazione dell’etichetta del Merlot degli Artisti, uno dei prodotti più pregiati delle Cantine Leonardo da Vinci.«Questo premio, promosso e organizzato in collaborazione con Artegiovane.it, nasce per sostenere appunto la giovane arte – spiega Giovanni Nencini, responsabile commerciale delle Cantine Leonardo da Vinci – offrendo un’opportunità di concreta visibilità soprattutto al vincitore, ma anche ai partecipanti che saranno giudicati e quindi notati da una giuria di esperti. A differenza delle precedenti edizioni il concorso quest’anno si svolgerà completamente on-line».IN PRECEDENZA la selezione degli artisti era affidata alle Accademie di Belle Arti d’Italia, che sceglievano gli studenti maggiormente rappresentativi che poi inviavano le proprie opere alle Cantine Leonardo da Vinci per essere valutate. Adesso l’azienda ha scelto di allargare i confini del concorso ed estenderlo a tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni con almeno una mostra (personale o collettiva) nel proprio curriculum. Non ci sono però vincoli di tema. Sono quindi ammesse forme artistiche quali grafica, pittura, fotografia, video, scultura, illustrazione e fumetto. L’iscrizione alla quinta edizione del concorso “Vigna degli Artisti” è gratuita. Per partecipare sarà sufficiente accedere al sito http://vignadegliartisti.cantineleonardo.it, compilare la scheda di adesione e caricare la propria opera. Tra i membri della giuria di questa quinta edizione figurano grandi personalità della critica d’arte, dell’editoria specializzata, del mondo dell’impresa e della cultura, tutti molto conosciuti a livello nazionale. ANCORA UNA VOLTA questo premio dedicato all’arte giovane si conferma una vetrina particolarmente significativa per tutti i creativi che vogliono mettersi in gioco. Il vincitore, oltre a veder riprodotta la propria opera sull’etichetta del Merlot degli Artisti (vendemmia 2005), riceverà un premio in denaro di 2mila euro. L’opera, invece, entrerà a far parte della collezione d’arte delle Cantine Leonardo da Vinci. La nuova bottiglia verrà presentata in occasione del prossimo Vinitaly in programma a Verona dal 2 al 6 aprile 2009.

Fonte: la Nazione - Empoli

Benvenuta vendemmia

Fonte: http://www.cpvini.com

Ogni anno, il Movimento Turismo del Vino dedica l’ultima domenica del mese di settembre, tradizionalmente legato alla vendemmia, a celebrarne la festa con Benvenuta Vendemmia un momento strategico e fortemente significativo della stagione vinicola. Il 28 settembre dalle 10 alle 18, la possibilità di riscoprire e rivivere nelle campagne la straordinaria atmosfera di festa legata al periodo della raccolta, nel rispetto assoluto delle fasi di lavorazione che caratterizzano il periodo, Benvenuta Vendemmia, come Cantine Aperte, è l’occasione ideale per aprire le porte delle aziende e far assistere turisti e visitatori alle fasi topiche del ciclo di produzione, coinvolgendoli direttamente attraverso passeggiate fra i vigneti, visite alle aziende, degustazioni dei prodotti tipici abbinati ai vini di produzione, consentendo ad ognuno di approfondire il proprio rapporto con il territorio e le sue risorse. Novità di questa edizione, la presenza in Puglia di Fede e Tinto, popolari conduttori della trasmissione “Decanter”, appuntamento immancabile per gli appassionati di enogastronomia in onda dal lunedì al venerdì su Radio 2 Rai.
Il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, all’interno del Consorzio Produttori Vini di Manduria, offrirà l’opportunità di ammirare gli oggetti da lavoro e del vivere quotidiano dei contadini di un tempo e di addentrarsi in un percorso di archeologia industriale caratterizzato da vetusti torchi, traini e contenitori di mosti e vini. Proprio perché tutto all’interno del Museo ricorda gli uomini e le cose che hanno contribuito a rendere il Primitivo un grande vino, a conclusione della visita un sorso di questo prezioso nettare da gustare con alcuni piatti tipici della tradizione.

I vini che berremo - Vendemmia 2008: +7% sul 2007

Fonte: http://www.winenews.it/
Il vino che verrà? Buono in media, con poche punte di eccellenza che riguarderanno i prodotti del Sud. Così l’Associazione degli Enologi ed Enotecnici d’Italia, si esprime sulla vendemmia 2008 “che dovrebbe chiudersi con 46 milioni di ettolitri di vini e mosti prodotti ed un incremento dell’8% sulla campagna 2007. Le prime stime “danno un leggero decremento nel Centro-Nord - afferma Assoenologi - ed un deciso incremento nel Centro-Sud, ad eccezione della Sardegna.
Tutte in crescita le previsioni della vendemmia 2008 per il Centro-Sud: l’incremento produttivo più alto è previsto in Sicilia (+55% a 7,09 milioni di ettolitri); buona la previsione anche in Puglia (+10% a 6,23 milioni di ettolitri) e in Campania (+10% a 1,820 milioni di ettolitri); al Centro, spicca l’incremento delle Marche (+25% a 950.000 ettolitri), seguito dal +15% dell’Abruzzo (a 2,53 milioni di ettolitri) e dal +10% del Lazio (a 2,02 milioni di ettolitri). Nonostante l’andamento bizzarro delle condizioni climatiche, però, secondo Assoenologi, la qualità della vendemmia 2008 “è complessivamente buona, con diverse punte di ottimo soprattutto per i vini bianchi e le uve base spumanti al Nord e per tutte le tipologie al Centro-Sud”; sulla qualità dei vini rossi, tutto dipenderà dall’andamento climatico di settembre, visto che il pieno della vendemmia avverrà nella seconda metà del mese: “se sarà caratterizzato da giornate ricche di sole, scarse di pioggia e con buone escursioni termiche notturne, potranno raggiungere livelli assai interessanti, in caso contrario - precisa Assoenologi - ci dovremo accontentare di un’annata buona ma senza particolari picchi”.

L'eccellenza agro-alimentare del Salento. Vini e Oli di qualità

Fonte: www.cpvini.com

Il Consorzio Produttori Vini di Manduria, aderendo al progetto “Promozione dell’internazionalizzazione settore vino ed olio – PIT n. 8”, ospita il giorno 18 Settembre la missione di Incoming con giornalisti e buyer USA su “L’eccellenza agro-alimentare del Salento, Vino e olio di qualità - Itinerari d’impresa – Espressioni di Territorio”. L’iniziativa è nata a seguito del successo ottenuto da “I love Italy, Festival dei prodotti tipici salentini in USA”, una settimana di promozione dell’internazionalizzazione delle produzioni tipiche d’eccellenza svoltasi a metà giugno in New York e Washington con la partecipazione di aziende del territorio jonico-salentino. Il vivo interesse mostrato dagli operatori statunitensi, attratti dal desiderio di vivere le emozioni che il nostro territorio ha suscitato in loro e per consolidare i rapporti con le aziende salentine, porterà a Manduria la delegazione di 20 personalità tra buyers, importatori e giornalisti di importanti testate provenienti dagli Stati Uniti d’America.
Presso il Consorzio Produttori Vini si svolgerà nella mattina del 18 settembre un Educational del vino con un workshop su “ Il patrimonio ampelografico della peniola salentina: le varietà autoctone. Presentazione dei vini di qualità dell’area salentina: il Primitivo, il Negroamaro”, relatore Leonardo Pinto, enologo della Cantina. Inoltre, il programma prevede per gli ospiti la visita della cantina, in piena attività di vendemmia, rappresentando un’esperienza nuova ed unica: assistere dal conferimento delle uve all’avvio del processo di vinificazione con il suggestivo ribollire del mosto. La degustazione dei vini accompagnati dai piatti della tradizione gastronomica locale avverrà nella sala del Museo della civiltà del Vino Primitivo, tra antichi torchi ed oggetti legati alla vita lavorativa e domestica della società contadina del primo Novecento, con la visione dei filmati d’epoca che fanno rivivere i mestieri della terra, di cui il vino ed i suoi riti sono, da sempre, straordinari interpreti.